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Voglia di gelato? Pro e contro dell’alimento più amato al mondo non solo nel periodo estivo

l consumo di gelati va a gonfie vele, soprattutto in estate, quando è facile cedere alla tentazione con una coppetta fresca e gustosa. La classica domanda che in molti mi pongono all’inizio della bella stagione è: “Posso mangiare un gelato al posto di un pasto o a fine?”. ASSOLUTAMENTE NO!

Questo apprezzamento per il gelato tutto sommato non stupisce. È rinfrescante, si trova ovunque, ha un sacco di gusti e sapori differenti, si può mangiare mentre facciamo altre cose. Tutti elementi molto positivi. Ma vediamo perché non deve essere sostituito al pasto:

Partiamo dall’apporto calorico. Chiaramente questo varia notevolmente a seconda della tipologia. Un gelato alla frutta ha solo 130 calorie per 100 g, mentre un gelato contenente panna o cioccolato può arrivare a 300 calorie per 100 g. I valori salgono ancora se il gelato contiene grassi e oli vegetali come quelli industriali, usati per dare al prodotto cremosità, sapidità e resistenza alle alte temperature (ecco spiegato il gelato che non si scioglie sotto il sole!). Non è una questione di calorie, ma di costituenti dell’alimento. Il gelato è ricco di zuccheri semplici, ne
contiene dai 20 ai 25 g. per 100 g. Questi carboidrati devono essere consumati con moderazione in quanto
aumentano la glicemia in maniera molto rapida .

Il rischio è quello di sentirsi soddisfatti all’inizio, ma di avere nuovamente fame un’ora dopo, quando si verificherà il calo glicemico portandoci ad assumere molte più calorie con magari un altro gelato o altri alimenti.

Inoltre, il gelato non contiene quello che un pasto completo dovrebbe contenere: carboidrati complessi, proteine e grassi nella giusta quantità rendendolo di fatto  un pasto del tutto incompleto. Il gelato contiene anche un’importante quantità di grassi, circa 8 g. su 100 g. per quello alla frutta e fino a 14 g. per i gelati alle creme. Stesso discorso vale per le proteine: nonostante il gelato sia fatto con il latte, ce ne sono circa 4 g. su 100 g.. Dunque, un gelato da 2 gusti non è certo una fonte di proteine importante.
Nel gelato, inoltre, risultano piuttosto ridotte il tenore di fibre, che favoriscono la sazietà e sono essenziali per la nostra flora batterica. Un gelato inoltre, è ricco di glucosio che è responsabile della del gonfiore post prandiale.

Nel complesso il gelato si rivela un alimento ricco di carboidrati e di grassi, ma povero di altri nutrienti importanti.
Per ovviare al problema dell’impossibilità di farne a meno nel periodo estivo posso darvi dei piccoli accorgimenti:

  • -ogni tanto a merenda, soprattutto dopo una giornata attiva, uno spuntino gustoso ed energetico potrebbe essere: una pallina di gelato di alta qualità, magari allo yogurt, accompagnata da una coppetta di frutta fresca non zuccherata, questo potrà soddisfare il palato senza troppi danni;
  • – se si sceglie di mangiare un gelato al posto del pranzo o della cena, l’ideale sarebbe abbinarlo a un’insalata o a verdure a piacere (sia crude, che cotte) in modo da introdurre anche le fibre, che aiutano ad assorbire più lentamente gli zuccheri;
  • – quale gusto scegliere? Per un gelato più “bilanciato” sarebbe meglio abbinare sia gusti alla frutta che alla crema, in modo da avere anche una certa componente di grassi e in piccola parte anche di proteine. Ma visto che sarebbe meglio concedervi questa coccola solo quando avete il pasto libero, scegliete il gusto che più vi piace.

In conclusione, il gelato non può sostituire un pasto completo. Un’eccezione si può fare nell’ambito di una dieta equilibrata, soprattutto cercando di rimediare nel pasto successivo alle carenze di proteine o micronutrienti.

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